Azione Universitaria SapienzaCorso Prelievi Dalla teoria alla pratica.
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Corso Prelievi / AU SapienzaADE / Teoria e pratica

IL PRELIEVO
VENOSO.

Dalla teoria alla pratica,
un gesto alla volta.

Anatomia, tecnica e sicurezza. Il percorso per imparare il prelievo venoso e provarlo sul braccio simulatore.

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ADE · Corso Prelievi2 ottobre 2026A cura diAU Sapienza

Atlante di pratica / vene superficiali

Schema anatomico delle vene superficiali del braccio destro
Fossa cubitaleConoscere prima di pungere.
Schema didattico · vista anteriore del braccio destro
Conoscere. Provare. Imparare.Con tutor · su braccio simulatore
Corso Prelievi / Il percorsoADE / Teoria e pratica

DAL METODO
AL GESTO.

Nove capitoli, una sequenza da imparare. Puoi entrare in ogni parte dal menu o seguire le slide.

01 / Introduzione e sicurezzaADE / Teoria e pratica

LA SICUREZZA
COMINCIA PRIMA.

Un buon prelievo protegge il paziente, l’operatore e la qualità del campione.

  • Identifica e informaVerifica almeno due identificativi secondo il protocollo. Spiega la procedura, rispondi alle domande e acquisisci il consenso previsto.
  • Prepara il pazienteControlla la richiesta, eventuali preparazioni e precedenti svenimenti. Assicura una posizione comoda e sicura, con il braccio sostenuto.
  • Igiene delle mani e guantiEsegui l’igiene prima di indossare guanti monouso e dopo averli rimossi. I guanti non sostituiscono l’igiene delle mani.

L’obiettivo del prelievo

PAZIENTE SICURO.
CAMPIONE
AFFIDABILE.

Un campione correttamente raccolto permette esami utili alla diagnosi e al monitoraggio. Prepara anche il contenitore per taglienti: deve essere a portata di mano.

Fonte: WHO · linee guida sul prelievoPrecauzioni standard per ogni paziente.
02 / Materiale necessarioADE / Teoria e pratica

PRIMA DI INIZIARE,
PREPARA TUTTO.

Controlla la richiesta degli esami e organizza la postazione senza interrompere la procedura.

Laccio emostatico

Integro, pronto al rilascio.

Antisettico

Adatto alla procedura; rispetta i tempi.

Garze e cerotto

Puliti, già disponibili.

Sistema Vacutainer

Holder e provette compatibili.

Ago diritto e butterfly

Sterili, con dispositivo di sicurezza.

Provette

Additivo, volume e scadenza.

Contenitore taglienti

Rigido, vicino e sotto il limite di riempimento.

Guanti monouso

Taglia corretta e ricambio.

03 / Scelta della sedeADE / Teoria e pratica

CONOSCI LA VENA.
POI SCEGLI LA SEDE.

La fossa cubitale è una sede comune. La palpazione conta più della sola visibilità.

Vene superficiali del braccio destro, vista anteriore Schema semplificato con vena cefalica sul lato laterale del pollice, vena basilica sul lato mediale e vena mediana cubitale che le collega nella piega del gomito. La distribuzione reale può variare. CefalicaLato del pollice BasilicaLato mediale Mediana cubitalePrima scelta abituale Fossa cubitale Laterale · polliceMediale · mignolo
Braccio destro · vista anteriore · distribuzione semplificata

MEDIANA CUBITALE

Collega cefalica e basilica nella fossa cubitale. È spesso ben accessibile e relativamente stabile: generalmente è la prima sede da valutare.

Prima scelta abituale

CEFALICA

Si trova sul lato laterale, dalla parte del pollice. È un’alternativa se la mediana cubitale non è adatta. Valuta decorso, calibro e mobilità con la palpazione.

Alternativa nella fossa cubitale

BASILICA

Si trova sul lato mediale. Richiede più cautela per la vicinanza di strutture nervose e dell’arteria brachiale: valuta la sede con il tutor, senza cercare in profondità.

Maggiore cautela anatomica
Fonte: WHO · linee guida sul prelievoIllustrazione originale, schematica; non in scala.
03 / Scelta della sedeADE / Teoria e pratica

NON TUTTE LE SEDI
SONO ADATTE.

Le vene dorsali della mano possono essere un’alternativa: valuta calibro, comfort e stabilità.

Rete venosadorsale
Vene dorsali della mano · schema semplificato

Ematomi o edema

Evita tessuti alterati e campioni potenzialmente compromessi.

Infezioni o lesioni

Non pungere attraverso cute infetta, lesionata o ustionata.

Accesso vascolare

Evita il braccio con fistola o graft; chiedi una sede alternativa.

Infusione in corso

Preferisci l’altro braccio. Situazioni particolari richiedono un protocollo e supervisione.

Chirurgia e linfedema

Valuta la storia clinica e segui le indicazioni locali con il tutor.

Decorso incerto

Se non riconosci una vena sicura, fermati e chiedi supporto.

Fonte: WHO · linee guida sul prelievoLa scelta si basa su valutazione clinica e protocollo locale.
04 / Scelta dell’agoADE / Teoria e pratica

PIÙ GAUGE.
MENO DIAMETRO.

Il Gauge indica il calibro dell’ago con una relazione inversa. La scelta dipende dalla vena e dal sistema.

Il numero aumenta. Il diametro diminuisce.

21G

Comune nell’adulto

Per una vena di calibro adeguato.

22G

Vena più piccola

Valuta flusso e dispositivo.

23G

Piccole o difficili

Spesso con set butterfly, se indicato.

Fonte: WHO · linee guida sul prelievoConfronto schematico dei diametri; esempi, non regole assolute.
04 / Scelta dell’agoADE / Teoria e pratica

DIRITTO O BUTTERFLY?
SCEGLI PER LA VENA.

Il dispositivo e il Gauge sono due scelte distinte. Anche un butterfly può avere calibri diversi.

Ago diritto + holder

Adatto a molte vene della fossa cubitale. Il sistema chiuso permette di raccogliere più provette mantenendo stabile l’ago.

Butterfly con alette

Può facilitare l’accesso a vene superficiali o piccole. Stabilizza le alette e controlla il tubo di raccordo per evitare trazioni.

Fonte: BD · raccolta e provetteSegui sempre le istruzioni del dispositivo utilizzato.
05 / La tecnicaADE / Teoria e pratica

IL PRELIEVO,
UN PASSAGGIO ALLA VOLTA.

Questa è la parte centrale dell’ADE: osserva il gesto, capisci il motivo, ripeti la sequenza.

01

Prepara

Identificazione
Materiale e igiene
Vena e laccio

02

Pungi

Antisepsi e asciugatura
Stabilizzazione
Bevel verso l’alto

03

Raccogli

Provetta e flusso
Rilascio del laccio
Ordine e riempimento

04

Concludi

Estrazione e sicurezza
Compressione e smaltimento
Etichette e controllo

Fonte: WHO · linee guida sul prelievoProcedura con sistema chiuso su braccio simulatore.
05 / La tecnicaADE / Teoria e pratica

IDENTIFICA LA VENA.
CONTROLLA IL LACCIO.

Sostieni il braccio, osserva e palpa: valuta un decorso accessibile e stabile.

  • Applica il laccioCirca una mano sopra il punto previsto, secondo il protocollo. Deve favorire il riempimento venoso senza interrompere il flusso arterioso.
  • Palpa con calmaValuta elasticità, direzione e profondità della vena. Non basarti solo sul colore della cute.
  • Evita il “pompaggio” del pugnoLa ripetuta apertura e chiusura può alterare alcuni risultati. Mantieni il braccio rilassato e sostenuto.
≤ 1 min

Riduci il tempo di stasi.

Le raccomandazioni EFLM indicano di limitare il tempo totale del laccio a un minuto.

Fonte: EFLM-COLABIOCLI · prelievo venosoIl laccio si rilascia comunque prima dell’estrazione dell’ago.
05 / La tecnicaADE / Teoria e pratica

DISINFETTA.
LASCIA ASCIUGARE.

La cute preparata non va ripalpata con un guanto non sterile.

Antisettico → tempo di contatto → asciugatura completa

  1. 1
    Esegui l’antisepsi

    Usa il prodotto previsto. Rispetta modalità e tempo di contatto indicati dal produttore e dal protocollo.

  2. 2
    Attendi l’asciugatura

    Non soffiare, non sventolare e non asciugare con una garza. Se tocchi la sede, ripeti la preparazione prevista.

  3. 3
    Stabilizza la vena

    Ancora la cute con il pollice sotto il punto di puntura, senza toccare la sede disinfettata.

Fonte: WHO · linee guida sul prelievoEmocolture: antisepsi dedicata secondo il protocollo locale.
05 / La tecnicaADE / Teoria e pratica

BEVEL IN ALTO.
INGRESSO CONTROLLATO.

Allinea l’ago al decorso della vena. L’angolo si adatta alla sede e alla profondità.

Ingresso dell’ago nella vena, bevel verso l’altoSezione schematica: l’ago entra obliquamente nella cute e raggiunge il lume venoso, senza attraversare la parete posteriore.15–30°Bevel verso l’altoCuteLume venosoEvita la parete posteriore
Sezione didattica, non in scala · osserva l’ingresso nel lume
15–30°

Un ingresso obliquo e superficiale.

WHO descrive l’ingresso con un angolo di circa 30° o inferiore. Mantieni l’ago stabile ed evita un avanzamento eccessivo.

Il tutor adatta il gesto alla vena.

Fonte: WHO · linee guida sul prelievoAnimazione schematica: non rappresenta una profondità consigliata.
05 / La tecnicaADE / Teoria e pratica

AVVIA IL FLUSSO.
RILASCIA IL LACCIO.

L’inserimento della provetta non deve spostare l’ago nella vena.

Inserisci la provetta.Mantieni stabile l’holder.
  • Inserisci la prima provettaMantieni il sistema stabile e controlla il flusso. Non forzare né cercare la vena con movimenti alla cieca.
  • Rilascia il laccioAppena il flusso è stabilito, secondo il protocollo. Il laccio deve essere rilasciato prima di estrarre l’ago.
  • Raccogli nell’ordine correttoLascia riempire ogni provetta al volume previsto. Cambia provetta senza muovere l’holder e miscela come indicato.
Fonte: EFLM-COLABIOCLI · prelievo venosoSe il flusso non compare, valuta con il tutor; evita tentativi ripetuti.
05 / La tecnicaADE / Teoria e pratica

ESTRAI IN SICUREZZA.
COMPRIMI BENE.

Prima di estrarre, verifica che il laccio sia rilasciato e rimuovi l’ultima provetta.

  1. 1
    Appoggia una garza pulita

    Preparala sopra la sede senza premere finché l’ago è ancora inserito.

  2. 2
    Estrai l’ago e attiva la sicurezza

    Segui il meccanismo del dispositivo. Smaltisci subito il sistema nel contenitore per taglienti.

  3. 3
    Comprimi e controlla

    Applica una pressione adeguata fino all’arresto del sanguinamento. Verifica la sede prima del cerotto.

BRACCIO DISTESO.
PRESSIONE
SULLA GARZA.

Non piegare il gomito per bloccare il sanguinamento. Se il paziente assume anticoagulanti, può servire una compressione più prolungata.

06 / Provette e ordineADE / Teoria e pratica

IL COLORE È UN INDIZIO.
L’ADDITIVO È LA CHIAVE.

Leggi la provetta: colore → additivo → campione ottenuto → esame richiesto.

Esempi comuni di provette: colore, additivo, campione e principali esami
Colore indicativoAdditivoCampioneEsami principali
AzzurroCitrato di sodioPlasmaCoagulazione
Rosso / giallo¹Nessuno o attivatore ± gelSieroBiochimica, sierologia
VerdeEparina ± gelPlasmaBiochimica secondo metodo
ViolaEDTASangue interoEmocromo
GrigioFluoruro / ossalato²PlasmaGlicemia

¹ Esempi di provette sierologiche, con o senza gel. ² Esistono altri sistemi per stabilizzare il glucosio.

Fonte: CLSI · order of drawSiero e plasma si ottengono con la preparazione prevista dal laboratorio.
06 / Provette e ordineADE / Teoria e pratica

L’ORDINE PROTEGGE
IL RISULTATO.

Riduci il rischio di trasferire additivi da una provetta all’altra. Seleziona una categoria per approfondire.

Emocolture. Prima le emocolture, se richieste, con antisepsi dedicata e procedura specifica. Non sono una provetta da includere sempre.

Citrato. Riempi alla tacca prevista: il rapporto tra sangue e anticoagulante è essenziale per l’attendibilità degli esami.

Siero. Provette sierologiche con o senza attivatore e con o senza gel. Segui le indicazioni di coagulazione e preparazione del laboratorio.

Eparina. L’eparina previene la coagulazione. Verifica il tipo di eparina e la compatibilità con gli esami richiesti.

EDTA. Per l’emocromo si usa sangue intero anticoagulato. Miscela delicatamente per evitare microcoaguli.

Fluoruro. Le provette con inibitore della glicolisi vengono dopo le altre categorie indicate. Trattamento e tempi dipendono dal sistema.

Fonte: CLSI · order of drawCLSI PRE02 Quick Guide (2025) include l’ordine di prelievo.
06 / Provette e ordineADE / Teoria e pratica

VOLUME CORRETTO.
MISCELAZIONE DELICATA.

Il campione può diventare inadeguato anche dopo una puntura ben eseguita.

9:1

Sangue : citrato

È il rapporto previsto nei sistemi comuni per la coagulazione. Riempi alla tacca e segnala condizioni particolari, come ematocrito elevato, al laboratorio.

↕

Inverti, non agitare

Le provette con additivi richiedono inversioni delicate. Numero e modalità dipendono dal produttore; non applicare un numero unico a tutte.

ID

Conferma le etichette

Identifica il campione in presenza del paziente secondo il protocollo. Controlla corrispondenza con richiesta, data e altri dati necessari.

Fonte: EFLM-COLABIOCLI · prelievo venosoCitrato: ICSH (2021) · Tempi e trasporto: protocollo locale.
07 / Errori e complicanzeADE / Teoria e pratica

RICONOSCI IL PROBLEMA.
FERMATI IN TEMPO.

Durante il prelievo osserva sempre la sede e il paziente.

Ematoma

Gonfiore o sangue nei tessuti: interrompi, rilascia il laccio, estrai in sicurezza e comprimi. Valuta una nuova sede con il tutor.

Vena non reperita

Non esplorare alla cieca. Rivaluta sede e dispositivo; dopo un tentativo non riuscito usa un nuovo dispositivo e chiedi aiuto secondo il protocollo.

Parete posteriore perforata

L’ago può oltrepassare il lume e il flusso può fermarsi. Evita avanzamenti e correzioni ripetute; interrompi e rivaluta con il tutor.

Sincope vasovagale

Pallore, sudorazione, nausea o perdita di coscienza: interrompi e metti il paziente in sicurezza. Chiama aiuto e segui il protocollo di assistenza.

07 / Errori e complicanzeADE / Teoria e pratica

GLI ERRORI CHE
COMPROMETTONO IL PRELIEVO.

Prevenire significa controllare il processo, non soltanto trovare la vena.

Emolisi

Possibili fattori: aspirazione forzata, flusso difficoltoso, agitazione e trasporto inadeguato. Segui le indicazioni del sistema e del laboratorio.

Campione insufficiente

Verifica il volume richiesto. Un prelievo parziale può compromettere il rapporto sangue/additivo o non bastare per gli esami.

Riempimento errato

Rispetta la tacca, soprattutto nel citrato. Non aprire né travasare tra provette per “aggiustare” il volume.

Contaminazione

Può derivare da contatto con la sede preparata, infusione o trasferimento di additivi. Proteggi antisepsi e ordine di prelievo.

Identificazione / etichettatura

Verifica paziente, richiesta e provette in sua presenza. Una discrepanza va risolta prima di inviare il campione.

Puntura accidentale

Interrompi, presta le prime cure previste e segnala subito l’esposizione per una valutazione urgente secondo il percorso locale.

Fonte: EFLM-COLABIOCLI · prelievo venosoEsposizione dell’operatore: attivare subito il protocollo dedicato.
08 / Smaltimento e sicurezzaADE / Teoria e pratica

IL GESTO FINISCE
QUANDO È SICURO.

Nessun ago usato deve restare fuori dal contenitore per taglienti.

01

Attiva la sicurezza

Segui il meccanismo del dispositivo e verifica il blocco visivo o acustico previsto.

02

Smaltisci subito

Nel contenitore rigido per taglienti, vicino al luogo di utilizzo. Non appoggiare l’ago sul piano.

03

Controlla e concludi

Verifica emostasi e paziente. Togli i guanti, igiene delle mani, conferma etichette e campioni.

Non reincappucciare.Non piegare.Non manipolare.Non riempire oltre il limite.
Fonte: CDC/NIOSH · sicurezza dei taglientiWHO e CDC concordano su protezione e smaltimento immediato.
09 / Parte praticaADE / Teoria e pratica

ORA TOCCA A TE.
UN PASSAGGIO ALLA VOLTA.

Segui la checklist sul braccio simulatore. Spunta soltanto i passaggi che hai eseguito e verbalizzato al tutor.

Fonte: EFLM-COLABIOCLI · prelievo venosoLa checklist è didattica; non certifica l’autonomia clinica.
09 / Parte praticaADE / Teoria e pratica

PORTA CON TE
IL METODO.

Il prelievo è una sequenza di decisioni e controlli, oltre che un gesto tecnico.

IDENTIFICA CON CURA.PUNGI CON CONTROLLO.CONCLUDI IN SICUREZZA.

Ora ripeti la sequenza sul simulatore con il tutor. Un passaggio chiaro alla volta, fino a renderlo un’abitudine.

Corso Prelievi / RiferimentiADE / Teoria e pratica

LE FONTI
DI QUESTO PERCORSO.

Riferimenti ufficiali per approfondire e confrontare la procedura con il protocollo della struttura.

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