Laccio emostatico
Integro, pronto al rilascio.
Dalla teoria alla pratica,
un gesto alla volta.
Anatomia, tecnica e sicurezza. Il percorso per imparare il prelievo venoso e provarlo sul braccio simulatore.
Inizia la presentazioneAtlante di pratica / vene superficiali
Nove capitoli, una sequenza da imparare. Puoi entrare in ogni parte dal menu o seguire le slide.
Un buon prelievo protegge il paziente, l’operatore e la qualità del campione.
L’obiettivo del prelievo
PAZIENTE SICURO.
CAMPIONE
AFFIDABILE.
Un campione correttamente raccolto permette esami utili alla diagnosi e al monitoraggio. Prepara anche il contenitore per taglienti: deve essere a portata di mano.
Controlla la richiesta degli esami e organizza la postazione senza interrompere la procedura.
Integro, pronto al rilascio.
Adatto alla procedura; rispetta i tempi.
Puliti, già disponibili.
Holder e provette compatibili.
Sterili, con dispositivo di sicurezza.
Additivo, volume e scadenza.
Rigido, vicino e sotto il limite di riempimento.
Taglia corretta e ricambio.
La fossa cubitale è una sede comune. La palpazione conta più della sola visibilità.
Collega cefalica e basilica nella fossa cubitale. È spesso ben accessibile e relativamente stabile: generalmente è la prima sede da valutare.
Prima scelta abitualeSi trova sul lato laterale, dalla parte del pollice. È un’alternativa se la mediana cubitale non è adatta. Valuta decorso, calibro e mobilità con la palpazione.
Alternativa nella fossa cubitaleSi trova sul lato mediale. Richiede più cautela per la vicinanza di strutture nervose e dell’arteria brachiale: valuta la sede con il tutor, senza cercare in profondità.
Maggiore cautela anatomicaLe vene dorsali della mano possono essere un’alternativa: valuta calibro, comfort e stabilità.
Evita tessuti alterati e campioni potenzialmente compromessi.
Non pungere attraverso cute infetta, lesionata o ustionata.
Evita il braccio con fistola o graft; chiedi una sede alternativa.
Preferisci l’altro braccio. Situazioni particolari richiedono un protocollo e supervisione.
Valuta la storia clinica e segui le indicazioni locali con il tutor.
Se non riconosci una vena sicura, fermati e chiedi supporto.
Il Gauge indica il calibro dell’ago con una relazione inversa. La scelta dipende dalla vena e dal sistema.
Il numero aumenta. Il diametro diminuisce.
Per una vena di calibro adeguato.
Valuta flusso e dispositivo.
Spesso con set butterfly, se indicato.
Il dispositivo e il Gauge sono due scelte distinte. Anche un butterfly può avere calibri diversi.
Adatto a molte vene della fossa cubitale. Il sistema chiuso permette di raccogliere più provette mantenendo stabile l’ago.
Può facilitare l’accesso a vene superficiali o piccole. Stabilizza le alette e controlla il tubo di raccordo per evitare trazioni.
Questa è la parte centrale dell’ADE: osserva il gesto, capisci il motivo, ripeti la sequenza.
Identificazione
Materiale e igiene
Vena e laccio
Antisepsi e asciugatura
Stabilizzazione
Bevel verso l’alto
Provetta e flusso
Rilascio del laccio
Ordine e riempimento
Estrazione e sicurezza
Compressione e smaltimento
Etichette e controllo
Sostieni il braccio, osserva e palpa: valuta un decorso accessibile e stabile.
Riduci il tempo di stasi.
Le raccomandazioni EFLM indicano di limitare il tempo totale del laccio a un minuto.
La cute preparata non va ripalpata con un guanto non sterile.
Antisettico → tempo di contatto → asciugatura completa
Usa il prodotto previsto. Rispetta modalità e tempo di contatto indicati dal produttore e dal protocollo.
Non soffiare, non sventolare e non asciugare con una garza. Se tocchi la sede, ripeti la preparazione prevista.
Ancora la cute con il pollice sotto il punto di puntura, senza toccare la sede disinfettata.
Allinea l’ago al decorso della vena. L’angolo si adatta alla sede e alla profondità.
Un ingresso obliquo e superficiale.
WHO descrive l’ingresso con un angolo di circa 30° o inferiore. Mantieni l’ago stabile ed evita un avanzamento eccessivo.
Il tutor adatta il gesto alla vena.
L’inserimento della provetta non deve spostare l’ago nella vena.
Prima di estrarre, verifica che il laccio sia rilasciato e rimuovi l’ultima provetta.
Preparala sopra la sede senza premere finché l’ago è ancora inserito.
Segui il meccanismo del dispositivo. Smaltisci subito il sistema nel contenitore per taglienti.
Applica una pressione adeguata fino all’arresto del sanguinamento. Verifica la sede prima del cerotto.
BRACCIO DISTESO.
PRESSIONE
SULLA GARZA.
Non piegare il gomito per bloccare il sanguinamento. Se il paziente assume anticoagulanti, può servire una compressione più prolungata.
Leggi la provetta: colore → additivo → campione ottenuto → esame richiesto.
| Colore indicativo | Additivo | Campione | Esami principali |
|---|---|---|---|
| Azzurro | Citrato di sodio | Plasma | Coagulazione |
| Rosso / giallo¹ | Nessuno o attivatore ± gel | Siero | Biochimica, sierologia |
| Verde | Eparina ± gel | Plasma | Biochimica secondo metodo |
| Viola | EDTA | Sangue intero | Emocromo |
| Grigio | Fluoruro / ossalato² | Plasma | Glicemia |
¹ Esempi di provette sierologiche, con o senza gel. ² Esistono altri sistemi per stabilizzare il glucosio.
Riduci il rischio di trasferire additivi da una provetta all’altra. Seleziona una categoria per approfondire.
Emocolture. Prima le emocolture, se richieste, con antisepsi dedicata e procedura specifica. Non sono una provetta da includere sempre.
Citrato. Riempi alla tacca prevista: il rapporto tra sangue e anticoagulante è essenziale per l’attendibilità degli esami.
Siero. Provette sierologiche con o senza attivatore e con o senza gel. Segui le indicazioni di coagulazione e preparazione del laboratorio.
Eparina. L’eparina previene la coagulazione. Verifica il tipo di eparina e la compatibilità con gli esami richiesti.
EDTA. Per l’emocromo si usa sangue intero anticoagulato. Miscela delicatamente per evitare microcoaguli.
Fluoruro. Le provette con inibitore della glicolisi vengono dopo le altre categorie indicate. Trattamento e tempi dipendono dal sistema.
Il campione può diventare inadeguato anche dopo una puntura ben eseguita.
È il rapporto previsto nei sistemi comuni per la coagulazione. Riempi alla tacca e segnala condizioni particolari, come ematocrito elevato, al laboratorio.
Le provette con additivi richiedono inversioni delicate. Numero e modalità dipendono dal produttore; non applicare un numero unico a tutte.
Identifica il campione in presenza del paziente secondo il protocollo. Controlla corrispondenza con richiesta, data e altri dati necessari.
Durante il prelievo osserva sempre la sede e il paziente.
Gonfiore o sangue nei tessuti: interrompi, rilascia il laccio, estrai in sicurezza e comprimi. Valuta una nuova sede con il tutor.
Non esplorare alla cieca. Rivaluta sede e dispositivo; dopo un tentativo non riuscito usa un nuovo dispositivo e chiedi aiuto secondo il protocollo.
L’ago può oltrepassare il lume e il flusso può fermarsi. Evita avanzamenti e correzioni ripetute; interrompi e rivaluta con il tutor.
Pallore, sudorazione, nausea o perdita di coscienza: interrompi e metti il paziente in sicurezza. Chiama aiuto e segui il protocollo di assistenza.
Prevenire significa controllare il processo, non soltanto trovare la vena.
Possibili fattori: aspirazione forzata, flusso difficoltoso, agitazione e trasporto inadeguato. Segui le indicazioni del sistema e del laboratorio.
Verifica il volume richiesto. Un prelievo parziale può compromettere il rapporto sangue/additivo o non bastare per gli esami.
Rispetta la tacca, soprattutto nel citrato. Non aprire né travasare tra provette per “aggiustare” il volume.
Può derivare da contatto con la sede preparata, infusione o trasferimento di additivi. Proteggi antisepsi e ordine di prelievo.
Verifica paziente, richiesta e provette in sua presenza. Una discrepanza va risolta prima di inviare il campione.
Interrompi, presta le prime cure previste e segnala subito l’esposizione per una valutazione urgente secondo il percorso locale.
Nessun ago usato deve restare fuori dal contenitore per taglienti.
Segui il meccanismo del dispositivo e verifica il blocco visivo o acustico previsto.
Nel contenitore rigido per taglienti, vicino al luogo di utilizzo. Non appoggiare l’ago sul piano.
Verifica emostasi e paziente. Togli i guanti, igiene delle mani, conferma etichette e campioni.
Segui la checklist sul braccio simulatore. Spunta soltanto i passaggi che hai eseguito e verbalizzato al tutor.
Il prelievo è una sequenza di decisioni e controlli, oltre che un gesto tecnico.
Ora ripeti la sequenza sul simulatore con il tutor. Un passaggio chiaro alla volta, fino a renderlo un’abitudine.
Riferimenti ufficiali per approfondire e confrontare la procedura con il protocollo della struttura.
Materiale per ADE con tutor e simulatore. Schemi anatomici originali e semplificati. Le indicazioni operative vanno adattate ai dispositivi, ai protocolli locali e alla valutazione clinica.